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ASPETTI FORMALI DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE
NELLA CASA RURALE DEL CAMPIDANO DI CAGLIARI
di Paolo Lallai
 

1) Generalità

Le tipologie della cosiddetta "architettura minore" delle varie zone agro-urbane in cui storicamente è stata sempre suddivisa la Sardegna sono fortemente caratterizzate dalle seguenti componenti: - "modo di vivere" dei fruitori degli edifici; - ceto sociale dei fruitori degli edifici; - costo e reperibilità in sito dei materiali costituenti lo stabile. Tenendo conto di ciò si può ben capire come detta architettura, ed in particolar modo la casa rurale, abbia conservato intatti sino alla fine della seconda guerra mondiale quei caratteri personalizzanti ed originali che sono propri dei centri storici dei nuclei abitati ad economia prevalentemente rurale esistenti nella nostra isola (figura 1). E' ovvio che in un'economia povera come quella della Sardegna rurale, i materiali da costruzione di una casa d'abitazione dovessero essere reperiti possibilmente in sito o comunque in zona; ciò allo scopo di ridurre al minimo l'incidenza del loro costo di trasporto sul costo di costruzione di tutta la casa.
A questo proposito giova ricordare che il lavoro di costruzione di una casa rurale veniva eseguito in economia dal proprietario e spesso durava anche alcuni anni.
Quanto detto non è valido per la cosiddetta "architettura superiore" (chiese di primaria importanza, abitazioni nobiliari, luoghi in cui si amministrava la giustizia, ecc.); infatti per realizzare queste opere considerate "di un certo livello" si riteneva giustificato l'onere economico dell'acquisto e del trasporto in sito di materiale da costruzione ritenuto pregiato (per maggior resistenza ai carichi ed agli agenti atmosferici e per motivi estetici) ed il conseguente asservimento a determinati stili architettonici di importazione (figura 2).
 

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