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ASSEMINI DI IERI E DI OGGI |
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Per gentile concessione di Antonio Mastinu |
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Capitolo 1 |
Tracce di antichi insediamenti
E’ stato ormai fugato ogni dubbio sulle reali origini di
Assemini in quanto nei suoi vasti territori sono state rinvenute
tracce di antichissimi insediamenti. La Soprintendenza
archeologica di Cagliari ha infatti confermato, con un'ampia
relazione ricca di particolari, la individuazione di numerosi
reperti risalenti ad epoche remote.
Nella suggestiva località di "Gutturu
Mannu" posta ai limiti del complesso montuoso del basso Sulcis
si sarebbero sviluppate e avvicendate le diverse civiltà che
hanno caratterizzato la Sardegna nel corso dei secoli. Le
ragioni che giustificherebbero la presenza dei centri abitati a
Gutturu Mannu sarebbero strettamente connesse alla particolare
ricchezza metallifera, alle risorse della silvicoltura ed
all'immenso patrimonio faunistico esistente in tutto il
territorio.
Un antico insediamento è stato localizzato
a Bidda mores sui costoni di tre rilievi, che si sviluppano in
altezza tra i 356 e i 436 metri sul livello del mare. La vita
nei complessi abitati era facilitata dalla presenza di un corso
d'acqua di tipo torrentizio, che confluisce nel rio Gutturu
Mannu.
La vallata omonima è stata, in tempi
remoti, un passaggio obbligato tra il basso Sulcis e il
Campidano di Cagliari. "L'insediamento antico - è scritto nella
relazione della soprintendenza - sembra dotato di robuste opere
di fortificazione, in tecnica megalitica, che sbarrano l'accesso
alle imboccature delle valli e costituivano un argine alle piene
rovinose del rio Bidda Mores".
Gli esperti archeologici hanno individuato
e catalogato frammenti di anfore di età romano-imperiale, nonché
vasellame fine da mensa ed altro materiale. Nonostante i reperti
sinora trovati nella superficie risalgano ad epoca imperiale ed
all'alto medioevo, non si esclude che il centro fosse abitato
anche in periodi antecedenti. Alcuni particolari murali
sembrerebbero avvalorare tali ipotesi, dal momento che in essi è
stata individuata una tecnica edilizia molto vicina a quella
adottata dai nuragici e dai punici.
D'altro canto a Perdu Secci, distante
circa un chilometro e mezzo a nord-ovest, è stato individuato un
insediamento, che presenta soluzioni megalitiche originali
riconducibili al periodo nuragico. Nelle immediate vicinanze
sono stati localizzati i resti di varie capanne circolari
presumibilmente abitate sino ad età romana.
Su un'altura poco distante dal villaggio è
stata rinvenuta una necropoli romana con tombe, il cui scarso
corredo funerario non consente ulteriori precisazioni. Con molta
probabilità molte tracce sono scomparse a causa dei tombaroli
che a quanto pare sembrano aver saccheggiato l'intero
territorio.
Nella punta più alta di Bidda Mores sono
stati individuati i probabili resti di un oppidum romano, che
pare abbia svolto funzioni di controllo nell'unica via di
comunicazione che collegava il Campidano col Sulcis. Circostanza
che sembra confermare alcune affermazioni del canonico Spano
contenute nel "Bollettino archeologico", secondo le quali
esisterebbero in territorio asseminese i resti di una
fortificazione militare romana.
Data la vicinanza in linea d'aria di
questa zona con il mare, si può ipotizzare che la città militare
sia stata prima punica e poi romana e abbia tenuto stretti
contatti con Nora. Potrebbe essere questo un "trait d'union" per
poter sapere qualcosa di più sul passaggio traumatico che portò
i cartaginesi, al termine della prima guerra punica a cedere
militarmente e territorialmente all'espansione latina.
Con molta probabilità gli stessi abitanti di Nora hanno trovato
più volte a seguito delle immancabili invasioni dal mare, sicuro
rifugio, nei più svariati periodi, in quelle alture rese
inespugnabili dalle fortificazioni.
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