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ASSEMINI DI IERI E DI OGGI |
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Per gentile concessione di Antonio Mastinu |
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Capitolo 2 |
Gli asseminesi contro Pompeo?
In questo contesto non č difficile
individuare un ruolo importante della "cittā militare" nel
periodo in cui Roma fu insanguinata dalla guerra civile tra
Cesare e Pompeo. La storiografia ufficiale di quell'epoca non dā
molto peso agli avvenimenti che pur ci saranno stati in
Sardegna.
Con molta probabilitā tale zona č stata
utilizzata da Cesare come caposaldo strategico contro eventuali
sbarchi delle truppe dei suo antagonista nell'isola. Un
"oppidum" in grado di arginare anche eventuali attacchi dei
"sulcitani" che,contrariamente alla popolazione cagliaritana e
presumibilmente dei dintorni, si erano schierati a favore di
Pompeo nel "bellum civile".
Nonostante non esistano altri documenti
che confermano conflitti armati nell'Isola in queste vicende
storiche niente ci impedisce di pensare che il passo obbligato
di Bidda Mores abbia giocato un ruolo decisivo e determinante
per l'egemonia della Sardegna in tale occasione.
Non avrebbe infatti alcun senso la
concessione che Cesare fece a Karalis, l'antica cittā
cagliaritana, della cittadinanza romana, per essersi schierata
con lui. In quell'epoca si sa che i romani erano molto restii a
concedere alle zone di provincia simili privilegi se non in rari
casi di fedeltā e di attaccamento sino alla morte al governo
romano.
Considerando Assemini una punta avanzata
di difesa della cittadina cagliaritana non č difficile intuire
una sua partecipazione diretta al conflitto contro i partigiani
di Pompeo con il conseguente riconoscimento da parte di Cesare.
La zona in cui č sorta l'attuale cittā di Assemini, a quanto č
dato sapere, secondo notizie non ancora confermate dalle fonti
ufficiali, č stata nel passato remoto e recente un grosso
insediamento in cui si svolgeva una vita prevalentemente
agricola.
Il territorio asseminese si estende sino
allo stagno di Santa Gilla, un tempo pescoso e dal quale
traevano sostentamento centinaia di famiglie. Alla periferia del
paese, verso Decimomannu, alla sinistra si possono notare
quattro pozzi tuttora in uso, la cui trasformazione avvenuta nel
tempo e la configurazione fanno presumere che di essi si siano
serviti i punici, romani e spagnoli.
Nella zona di Sant'Andrea, nei pressi
della chiesa omonima, durante i lavori di restauro sono state
ritrovate delle tombe che a prima vista sembrerebbero
appartenere al periodo tardo imperiale. Sempre in quella zona
sono state rinvenute delle attrezzature agricole e domestiche
risalenti al neolitico. L'era che ha segnato per l'umanitā il
passaggio dell'uomo dall'attivitā nomade e di rapina a quella
stanziale.
L'attivitā agricola č stata fiorente soprattutto durante la
dominazione cartaginese e la stessa denominazione sembrerebbe
risalire a quei tempi. Secondo un istituto araldico
specializzato l'origine del nome proviene dall'arabo Ascemen che
vuoi dire grano, olio, il cui implicito significato č la
pinguedo agri, ossia la ricchezza dei suolo. Un'altra ipotesi
che non smentisce la prima ma anzi ne rafforza l'attendibilitā č
quella secondo la quale il vocabolo Assemini deriva dal latino
“ad semina” come ad indicare un luogo dove si coltiva il
terreno. Molto probabilmente per dare un nome alla localitā sia
punici che romani hanno tenuto conto della fertilitā di tutto il
territorio.
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