|
|
ASSEMINI DI IERI E DI OGGI |
|
Per gentile concessione di Antonio Mastinu |
|
Capitolo 3 |
Papa Callisto II e la chiesa
di San Giovanni
Il centro abitato è sempre stato fiorente
persino nei periodi più bui dei medioevo e lo dimostra la
presenza della chiesa di San Giovanni Battista, che ricorda
sotto certi aspetti le caratteristiche dei luoghi di culto
bizantini dell'VIII e IX secolo. La pianta dell'edificio è a
croce latina e le pareti sono ornate da marmi, in alcuni dei
quali è stata scolpita una interessante iscrizione greca in
onore dell'arconte Torgotorio e la moglie Getite.
Una documentazione assai utile ai fini di
una seria ricerca storica sull'importante monumento risale al
1108; un atto di donazione nel quale il giudice Torchitorio II
assegna la chiesa alla metropolitana di Genova San Lorenzo. Un
atto del novembre 1109 esistente nei regi archivi di Torino,
sancisce la donazione da parte dell'arcivescovo di Cagliari
della chiesa di San Giovanni ai canonici di San Lorenzo della
Liguria.
Particolare interessante di questo
documento è la minuta descrizione del territorio ricco di terre,
boschi, pascoli, servi e bestie. Una bolla di papa Callisto II
del 5 gennaio 1121, custodita gelosamente nell'archivio della
Chiesa Maggiore di San Lorenzo in Genova, conferma la permuta di
Torchitorio II e dell'arcivescovo di Cagliari.
Un altro documento assai utile per
conoscere la società di quei tempi, risalente al 1298, è un atto
con cui il capitolo di San Lorenzo concede in affitto a un
nobile, certo Giacopo Alberico, la chiesa di San Giovanni
compresi tutti i suoi beni. La documentazione relativa
all'oratorio di San Giovanni e le personalità interessate danno
ampia dimostrazione che il tempio in quel periodo era
riconosciuto di estrema importanza religiosa, nonché fonte di un
certo reddito.
Un altro monumento religioso di
inestimabile valore la chiesa parrocchiale di San Pietro, in
stile gotico-aragonese risalente al '500, nella quale si
trovavano fino a qualche tempo fa, affreschi del pittore sardo
Dexart del XVI secolo raffiguranti l'inferno, il paradiso e il
purgatorio.
Il campanile è stato completamente
restaurato nel 1880 ed è attualmente dotato di un bellissimo
orologio a quattro quadranti. II vecchio edificio comunale
adiacente alla chiesa parrocchiale è stato costruito nel 1880 e
contribuisce ad arricchire l'importanza storica e monumentale
della città.
Notevole è stato senza dubbio l'influsso
degli spagnoli soprattutto nel settore agricolo, nelle
tradizioni e nella lingua scritta. Le tracce lasciate da
quest'ultima furono talmente resistenti nel tempo che ancor oggi
esistono negli archivi del comune di Assemini delle delibere
consiliari scritte in lingua spagnola e risalenti al periodo
della dominazione sabauda. Vittorio Amedeo II entrò in possesso
dell'isola nel 1720, per effetto del trattato di Londra del
1718.
Le documentazioni consiliari conservate
negli archivi del comune e scritte in spagnolo risalgono
all'ultimo scorcio del secolo XVIII. In Assemini si nota ancora
la presenza de sa lolla, originariamente costruita secondo lo
schema a "L» usato dai cartaginesi, nel quale gli spagnoli hanno
introdotto la variante costituita dal patio. Il caratteristico
loggiato mediterraneo, che affianca per almeno due lati le
abitazioni per proteggerle dal sole e dalle intemperie.
“Sa lolla”, solitamente ricca di piante e
di fiori è un posto di ritrovo per la famiglia e per gli ospiti
più intimi, dove all'ombra di una vegetazione creata ad hoc, si
trascorre parte del tempo libero, soprattutto nei periodi più
caldi dell'anno. L'ingresso è caratterizzato da un portone
grande in stile antico, la cui maestosità dà un'impronta
nobiliare a tutto l'edificio, secondo una tipologia diffusa nei
pesi latini, compresi quelli sudamericani, non a caso anch'essi
conquistati a suo tempo dagli spagnoli.
In territorio asseminese era in funzione
un grosso insediamento minerario, sito ai limiti di Gutturu
Mannu. Si tratta della miniera di San Leone, che sembra essere
stata in funzione sin dai tempi più remoti a livello artigianale
per l'estrazione di ferro ossidato magnetico, il quale sarebbe
servito per la costruzione di armi per guerrieri.
La miniera a livello di produzione
industriale è stata valorizzata dai piemontesi, i quali per un
certo periodo l'avrebbero ceduta ai francesi. Di certo e di
attendibile si sa che per rendere più spedito il trasporto del
materiale estratto verso la costa per poi prendere la via del
mare è stata costruita la ferrovia.
Il collegamento ferroviario, secondo una
lapide esistente sul posto, era stato inaugurato dal principe
Umberto Di Savoia il 23 novembre 1867, il quale resosi conto
della ricchezza faunistica dei dintorni colse l'occasione per
effettuare una battuta di caccia.
Nel mese di maggio si svolgeva sino a qualche anno fa proprio
nella località suddetta “la festa della montagna" col preciso
intento di stimolare nella popolazione una maggiore
interessamento per le bellezze paesaggistiche di Assemini e
dintorni.
|