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ASSEMINI DI IERI E DI OGGI |
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Per gentile concessione di Antonio Mastinu |
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Capitolo 7 |
Lo stagno di Santa Gilla
Una conferma sulle antiche origini di
Assemini ci viene data proprio dallo stagno di Santa Gilla, dove
in tempi remoti approdavano numerosi navigatori lasciando
consistenti tracce delle più evolute civiltà mediterranee. II 22
ottobre 1891 un gruppo di pescatori si accorse che nel basso
fondale, a 200 metri circa dalla riva dello stagno in pieno
territorio asseminese, nel tratto confinante con Elmas, si
trovavano degli strani oggetti. Si trattava di alcune anfore
votive.
Un anno dopo l'insigne studioso Vivanet,
nello stesso punto rinvenne altre terracotte realizzate con
materiale recuperato dalla stessa fanghiglia della laguna. Tali
reperti si trovano ancor oggi conservati presso il Museo
Archeologico di Cagliari. Secondo alcuni studiosi era infatti
consuetudine dei pescatori fenici offrire al loro dio Sid
(Sardus Pater) oggetti raffiguranti, a seconda della grazia
ricevuta o da ottenere, mani, piedi, teste di coccodrillo ed
altri simboli. Fra gli ex voto fenici rinvenuti in varie zone
del Mediterraneo si ricorda "una mano che stringe il serpente"
come simbolo di guarigione.
Sempre in territorio di Assemini ad
“Ischioi” dove sbocca il “Rio Mannu” è stata ritrovata una villa
romana con bagno annesso. Lo stagno di Santa Gilla se potesse
parlare ci avrebbe spiegato molti misteri sulla nostra storia e
sul nostro passato remoto e recente.
Un tempo esisteva un via vai di barche che
durante la stagione, soprattutto da settembre ad aprile,
numerose venivano da lontano per trarre immense quantità di
pescato. Più di un migliaio di persone trovavano sostentamento,
senza inquinare nulla, e soprattutto senza impoverire un
patrimonio ittico, che si è sempre ripopolato con estrema
facilità.
Nel punto in cui il Rio Mannu, il Cixerri
ed un canale artificiale si collegano con lo stagno, un tempo
esisteva florida la peschiera dell'asseminese Mimmino Usai, che
dava lavoro a decine di pescatori e ad altrettante attività
commerciali parallele. Se è vero che lo stagno nel passato ha
svolto un ruolo determinante sulla evoluzione economica e
sociale della popolazione è altrettanto vero che esso
rappresenta una speranza per il futuro.
Mentre qui si impiantavano le industrie
ora in crisi, altrove sono stati creati stabilimenti ittici
attualmente rigogliosi e fiorenti. A Calvisciano (Brescia) è in
funzione un impianto ittico, che, con 104 vasche, produce
duemila quintali di anguille, con un fatturato che si aggira sui
duemila miliardi annui. Così a Matera, a Val Pisani e in tanti
altri posti, dove viene garantita un'occupazione stabile a
migliaia di persone e la sopravvivenza di altre attività del
settore.
La
laguna di Santa Gilla è in grado di soddisfare non solo le
popolazioni dei luogo, ma anche e soprattutto di rifornire altre
località fra le più remote della terra.
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