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ASSEMINI DI IERI E DI OGGI |
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Per gentile concessione di Antonio Mastinu |
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Capitolo 9 |
L'antica e grande arte dei
vasai "Su strexiu"
Parlare di arte, concepita come tradizione
del passato e speranza del futuro, significa riferirsi alla
pregevole attività svolta con encomiabile maestria dai ceramisti
locali. La lavorazione della ceramica ha origine lontane ed è
senza ombra di dubbio l'arte più antica del genere umano.
Il passaggio dall'economia di “rapina”,
che è stata comunemente definita “nomade”, al “neolitico”, cioè
ad una società “stanziale”, basata sull'agricoltura e
l'allevamento, ha determinato l'interesse dell'uomo per
l'argilla, la cui duttilità ha consentito la creazione dei primi
recipienti per gli usi domestici più essenziali. L'uso
dell'argilla in un primo tempo utilitaristico, con l'evolversi
delle varie civiltà, è diventato estetico ed artistico,
assumendo un gusto ed uno stile con tonalità e colori di estremo
interesse culturale.
Le urne cinerarie usate dalle civiltà più
remote altro non erano che recipienti di terracotta. Si sa che
gli Etruschi adoperavano argilla per la costruzione dei
sarcofaghi e dei frontoni per i loro templi. L'uso della
terracotta non appartiene al passato e tanto meno limitato al
presente bensì, stando ad alcuni programmi di paesi in fase
avanzata di industrializzazione, potrebbe trovare utile impiego
nel campo della meccanica.
Già da diversi anni giapponesi e americani
hanno costruito un nuovo tipo di motore Diesel in leghe di
ceramica, capace di ridurre di un terzo il consumo di
carburante. Gli artigiani sono i cosiddetti operai intelligenti
che non subiscono il lavoro anzi lo creano.
La personalità dell'artigiano in questo
senso ne esce rafforzata in quanto alle fatiche fisiche vengono
aggiunti gli sforzi mentali che tengono in allenamento
contemporaneamente le mani ed il cervello. Un'antropologa
americana, Elisabeth Mathias, che ha condotto una serie di studi
sulla popolazione isolana, partendo da queste premesse, ha
riconosciuto l'esistenza nei sardi di una forza creativa di gran
lunga superiore a quella dei suoi stessi conterranei. Assemini
ha avuto la fortuna, il privilegio di usufruire della scuola di
uno dei più grandi ceramisti della storia. Si tratta del bosano
Federico Melis che impiantò ad Assemini una fornace, una scuola
da cui uscirono valenti artisti che seguendo le sue orme sono
oggi all’avanguardia di questa nobile arte.
Molti turisti annotano accuratamente gli
indirizzi degli stovigliai asseminesi e non di rado a questi
ultimi pervengono delle richieste di ingenti quantitativi di
merce per le più raffinate “boutiques” d'Europa e d'America,
come diretta conseguenza degli incontri avvenuti durante le loro
visite nei relativi laboratori artistici. A Faenza si tiene
tutti gli anni una gara internazionale per ceramisti e gli
asseminesi Luigi Nioi e Efisio Usai, insieme ad altri più
giovani colleghi, si sono aggiudicati ripetutamente i titoli più
ambiti come quelli di “Principe e/o Imperatore dei Tornianti”.
“Su strexiu”, termine campidanese che sta ad indicare il
recipiente è stato e rimane il prodotto ceramico più richiesto e
diffuso. “Sciveddas, frascus, pingiadas, brognas, marigas”,
possono essere indicate col solo vocabolo “su strexiu”.
Per i sardi “su strexiu” ha avuto sempre
una particolare importanza, tanto che il suo significato è
diventato polisemo. “Segai su strexiu” in certi momenti e
situazioni non significa rompere le stoviglie ma... ben altro. A
parte la battuta un prodotto artigianale in terracotta è sempre
una creazione di carattere artistico degna di un certo rispetto.
Dal neolitico ai giorni nostri, escludendo
il tornio, sono stati gli elementi essenziali, che hanno
consentito all'uomo di ripercorrere la sua storia. Uno dei tanti
miracoli dell'argilla. II settore artigianale nell'isola soffre
di un individualismo che se non viene opportunamente eliminato
rischia ancora una volta di mandare in alto mare tutti i
progetti (ancora esistenti solo sulla carta) di riscatto
socio-economico sempre proclamati ai quattro venti e mai
realizzati.
La Sardegna da tempo rincorre miraggi e
promesse ed è auspicabile che le sue aspirazioni non vengano
ulteriormente disattese. E' necessario pertanto dotare i centri
in cui esistono radicate esperienze artigianali di scuole
pubbliche e private in grado di dare ai giovani la certezza del
domani. Un'alternativa alla grave crisi industriale in atto che
in questi ultimi tempi ha raggiunto limiti preoccupanti.
I giapponesi sono sempre in agguato,
pronti ad apprendere arti e mestieri per poi farli propri e
lanciarli sul mercato internazionale. Radio, televisori,
motorette di produzione della nazione del Sol Levante hanno
ormai invaso il mondo, mentre in Sardegna ancora si discute sul
“sesso degli angeli”.
I
Sardi non possono certamente competere in quel settore ma hanno
dalla loro arti e mestieri antichi e affascinati che sarebbe
bene potenziare. Americani e giapponesi, come detto prima, hanno
costruito un motore con leghe di ceramica, facciamo almeno in
modo che le stoviglie rimangano nostre, possibilmente col
marchio “Doc” per evitare pessime imitazioni.
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