Le profonde trasformazioni che hanno
caratterizzato l'avvento delle industrie ed altre attività
collaterali non hanno lasciato indifferenti gli abitanti di
Assemini. La città non è più un centro dormitorio dove i due
terzi della popolazione, provenienti da altre zone non
trovano sbocco per trascorrere il tempo libero.
Soprattutto in questi ultimi anni
l'incremento demografico e urbanistico ha raggiunto valori
altissimi, tali da registrare nell'ultimo censimento un
aumento di seimila unità. Assemini in questo senso è la
città che ha più risentito del fenomeno dell'inurbamento,
registrando una continua immigrazione che nemmeno la crisi
industriale è riuscita ad attenuare.
L'elevato numero di abitanti, oltre
25.000, che colloca il grosso centro al quarto posto della
provincia, ha creato problemi di carattere sociale di grande
rilievo. Parte della popolazione del capoluogo si è
riversata, infatti, per il difficile reperimento di
abitazioni e di aree edificabili, ad Assemini, dove la
mancanza di strutture ha contribuito non poco a far si che
il grosso centro divenisse, nel recente passato, come gli
altri paesi dell'hinterland cagliaritano, una città
dormitorio.
In effetti gli immigrati sentivano di
aver fatto una scelta condizionata, per vera e propria
necessità, e non partecipavano attivamente, in un primo
periodo, alla evoluzione sociale e culturale, che
contraddistingue i centri in ascesa. Per volontà dei privati
sono sorti dei moderni campi da tennis frequentati
assiduamente e soprattutto da persone provenienti da altre
zone che hanno scelto come loro residenza Assemini.
Sarebbe auspicabile che anche
l'amministrazione comunale si desse una regolata in tal
senso con iniziative atte a potenziare gli impianti sportivi
esistenti e a realizzare nuove strutture al passo coi tempi.
Tra le numerose attività che si svolgono nella città non
sono trascurabili quelle inerenti la “vita notturna”
intensamente vissuta all'interno delle discoteche locali.
In questi ultimi tempi anche questo
settore non è più trainante come nel passato almeno a
livello locale poiché nel frattempo su esempio di Assemini
sono sorti numerosi locali notturni nella stessa Cagliari e
nelle altre località dell’hinterland. Nonostante ciò, la
città a tarda sera e soprattutto nei giorni festivi viene
letteralmente invasa da migliaia di cittadini dei capoluogo
sardo e del circondario. Le discoteche, in controtendenza
con la crisi in cui si dibatte la nazione in generale e la
Sardegna in particolare, registrano sempre un elevato numero
di presenze.
Il fatto che ad Assemini durante la
notte la popolazione si raddoppi non è una battuta ma una
realtà tra l'altro verificabile sul posto. Questi locali
notturni riescono così a creare un movimento tale da
provocare la nascita di un simpatico appellativo secondo il
quale la città sarebbe la “Las Vegas” della Sardegna. E chi
non ci crede può fare un salto ad Assemini da mezzanotte in
poi.
L'unico rischio che corre è quello di
diventare un cliente abitudinario di queste oasi di
“divertimento”. Il fatto poi che come a “Las Vegas” in città
si verifichino episodi di criminalità, come d'altro canto
succede in altri paesi dell'hinterland, non scalfisce
minimamente la
tranquillità che viene garantita all'interno di questi
locali con ammirevole impegno degli operatori del settore.
Mentre in altre
zone insulari e meridionali tali iniziative sono appannaggio
di imprenditori del Nord Italia, non è così ad Assemini,
dove sono stati gli abitanti del luogo a mandare avanti
un'attività del genere. Un motivo in più per ritenere esatta
la definizione che vuole Assemini la capitale sarda dei
divertimenti.