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Le origini dello sport e del
giornalismo sportivo in Sardegna Vi ricordate la storica partita di “foot-ball” nella Piazza d’Armi? Da quel 27 aprile 1902, passeranno altri quattro mesi prima che un avvenimento calcistico torni agli onori della cronaca. In questo frattempo sono i casi di vaiolo a Cagliari a far notizia All’inizio dell’ agosto di quello stesso anno getta l’ancora nel porto di Cagliari il regio incrociatore Minerva. Ufficiali e marinai trascorrono le ore libere visitando la città, ammirandone opere d’arte ma anche dedicando il tardo pomeriggio alla pratica del foot-ball. L’attività dei marinai non passa inosservata ai protagonisti della storica partita di piazza d’Armi. Di qui la proposta di organizzare nello stesso luogo un’incontro tra le rappresentativa di universitari e la squadra del Minerva. Abbastanza reclamizzato, l’avvenimento suscita notevole interesse nella cittadinanza e scomoda persino le autorità. “L’Unione” del 26 agosto ci informa “di spettatori d’eccezione” come il prefetto Gioia e il generale Sonetti, comandante militare regionale. La cosa più curiosa è costituita dalla durata dell’incontro: due giorni! Non di gioco ininterrotto logicamente. Secondo gli accordi sarebbe stata dichiarata vincente la squadra che avesse messo a segno tre goal. Il primo giorno le due squadre erano rimaste in campo dalle 18:00 fino al calar della notte. Gli universitari “pur giocando con brio e abilità” avevano dovuto subire un goal da parte dei loro avversari. L’indomani si riprende; “le squadre della marina risorta e della giovinezza culta scendono nuovamente in campo alla conquista della coppa del prefetto”. Vincono i marinai che si dimostrano, a detta del cronista, “veramente forti e degni della missione che l’Italia ha affidato loro sui mari”. Nel 1907 l’Amsicora è addirittura impegnata contro una formazione straniera in quello che potremo definire come il primo incontro di calcio internazionale in Sardegna. Accadde in settembre, in circostanze abbastanza singolari: il piroscafo inglese Cordova resta incagliato nei mari di Giorgino ed è costretto ad una sosta forzata per via dei danni riportati nell’impatto con gli scogli. Per non stare con le mani in mano i marinai chiedono di poter utilizzare il campo dell’Amsicora in viale Bonaria e poter dare così sfogo alla loro passione calcistica. L’equipaggio del piroscafo è composto da marinai e ufficiali tutti esperti di foot-ball. Guido Costa ne approfitta per proporre un incontro amichevole: Amsicora-Cordova. Della partita si sa soltanto che viene giocata in cinque tempi di un quarto d’ora ciascuno e che il sesto è sospeso per la sopravvenuta oscurità . Non è noto il risultato. Nello stesso anno il calcio è protagonista nella prima edizione dei campionati sardi di Sassari. Quattro sono le società in lizza che si contendono il titolo di campione regionale: Josto, Torres, Amsicora e Arborea. Subito in campo Torres e Amsicora in un incontro previsto in due tempi di mezz’ora ciascuno e con formazioni di nove giocatori. Non ci sono vincitori ne vinti al termine dei due tempi regolamentari e, non essendo previsti tempi supplementari, sorgono contestazioni in merito alla squadra che dovrà incontrare in finale la Josto (l’Arborea ha dato forfait), la giuria decide allora di qualificare la Torres. Inevitabile lo sdegno dell’Amsicora che al rientro in sede sarà accolta con gli onori del trionfo come se avesse vinto il titolo. Che fosse la squadra più accreditata al successo finale non c’è dubbio, ma in quanto al merito manca la controprova. I cagliaritani si rifaranno comunque a Oristano nel 1910 sconfiggendo in quell’edizione dei campionati regionali i padroni di casa della Tharros. L’anno successivo altra edizione della manifestazione a Sassari e altre polemiche. Il primo incontro vede ancora di fronte Torres e Amsicora. Dopo appena dieci minuti, l’arbitro Peppino Anfossi espelle un giocatore ospite. I dirigenti dell’Amsicora decidono allora di ritirare la squadra in segno di protesta. La Torres accede così direttamente alla finale dove sconfigge il Club Sportivo Sassari, una società nata l’anno precedente. Molto meno discussi erano gli incontri che in quegli anni si svolgevano a Cagliari tra gli studenti degli istituti superiori. Già nel 1909, l’Amsicora aveva istituito la “Coppa degli Studenti”. In quell’occasione, anche se gli incontri venivano svolti sotto l’egida della federazione ginnastica, venne rispettato il regolamento allora in vigore nell’ambito della Federcalcio. Una giuria collaborava con gli arbitri che in quegli anni erano il tenente dei bersaglieri Gabelli, Vladimiro Doglio e Manlio Cottiglia. La coppa attira il grande pubblico e beneficia anche di un certo spazio sulla stampa dell’epoca. L’Istituto Tecnico si aggiudica le prime tre edizioni. Vittorie rese ancora più belle, scrive il cronista de “L’Unione”, “dal fatto che i giovani componenti della squadra si allenavano da se stessi, senza la guida di un maestro di ginnastica”. Si può facilmente notare come l’attività calcistica in Sardegna nel primo decennio del novecento fosse abbastanza limitata, soprattutto se si pensa che già dal 1898 veniva assegnato il titolo italiano. Nell’isola vi erano in pratica solamente gare tra studenti, incontri con equipaggi di navi e manifestazioni regionali che spesso quasi non giungevano a termine.
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