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Le origini dello sport e del giornalismo sportivo in Sardegna
di Roberto Mattana
La prima gara di foot-ball in Sardegna

Il calcio “sbattuto” in prima pagina nei quotidiani politici. Ordinaria amministrazione ai giorni nostri: basta pensare ai mondiali, alle coppe, ai big-match del massimo campionato. Ma nel 1902, quando a stento lo sport riusciva a trovare ospitalità nella cronaca cittadina? Quello che capita di trovare nel numero de “L’Unione Sarda” del 26 aprile non può non destare sorpresa. Sul più importante giornale isolano compare, in prima pagina, appunto, un titolo per lo meno insolito: “La prima gara di foot-ball in Sardegna”. E sotto un pezzo corposo e ampiamente documentato a firma di Tullio Zedda che sarà poi uno dei ventidue protagonisti di questo evento storico che si svolge al campo di piazza d’Armi domenica 27 aprile. Tullio Zedda è cagliaritano di nascita, studente universitario e unico figlio di una famiglia agiata. Ha girato in lungo e largo l’Italia ed ha avuto modo di conoscere il calcio diventandone in poco tempo un appassionato e un profondo conoscitore. Non tutti, però, sono digiuni di calcio a Cagliari. C’è, ad esempio, uno studente universitario romano, Giorgio Ballerini, che ne sa almeno quanto Zedda. La loro comune passione rende possibile l’allestimento di questo incontro. In pratica fa tutto Zedda, in collaborazione con Ballerini. Trova il campo adatto, la piazza d’Armi, appunto, reperisce l’attrezzatura necessaria per far svolgere un incontro fra le due formazioni di universitari. Cura, infine, la stesura degli articoli informativi, che Marcello Vinelli, direttore de “L’Unione Sarda”, ospita sul suo giornale. L’incontro è patrocinato da un’associazione culturale, la Corda Frates, costituita l’anno precedente e di cui Zedda era tra i promotori. I nomi dei ventidue giovani protagonisti, sono riportati da “L’Unione” che, alla vigilia, ricorda ai lettori l’avvenimento, dimenticando per altro di precisare il luogo dove esso si svolgerà. Ecco dunque i protagonisti del primo incontro calcistico svoltosi nella nostra isola. Per “il partito rosso”: Giorgio Ballerini, Orano, Umana, Efisio Ballero e Simon in qualità di “primi” che poi erano gli attaccanti, Piras, Valerio Fadda e Puxeddu “secondi” vale a dire centrocampisti, Luigi Cocco e Loriga “terzi” cioè difensori, Carta, portiere. Nel partito azzurro figurano invece: Battista Ravenna, Aresu, Manca, Putzolu e Onnis, “primi”; Bernabò, Tullio Zedda e Cugusi, “secondi”; Moretti e Alagna, “terzi”; Dessi, portiere. La cronaca dell’incontro ci riferisce di “ventitré “foot-ballers” che si presentarono nel quadrato destinato al gioco”, il ventitreesimo doveva essere certamente l’arbitro del quale non ci è noto il nominativo. In quanto alle divise dei giocatori si sa soltanto che “erano semplici ed eleganti”. Ed il pubblico? “Tutta Cagliari” (abbiamo qualche dubbio a riguardo, tenendo conto che a l’epoca Cagliari contava cinquantamila abitanti circa) secondo “L’Unione” “aveva accettato l’invito, nonostante l’atmosfera grigiastra che minacciava un acquazzone, una folla immane e tumultuosa nella quale spiccavano le eleganti toilettes femminili”. Alle 17:30 inizia finalmente l’incontro; “dapprima vi fu un po’ di incertezza, dovuta forse alla avidità per il pubblico enorme che vi assisteva”. “Ma vinta per falli”, un rigore evidentemente, la “prima semipartita”(primo tempo) dal partito azzurro, cominciò un’altra “semipartita”, il secondo tempo dunque, “caratterizzato dal rincorrersi e dalle cadute dei giocatori nel terreno poco adatto”. Verso le 19:00 i “partiti erano ancora alla pari”. I rossi hanno messo a segno un goal e un fallo, gli azzurri due falli. È necessaria, allora, una “semipartita finale”, un tempo supplementare, per consentire a una delle due squadre di conseguire la vittoria. Si gioca quindi ad oltranza ed alla fine trionfano gli azzurri grazie ad un altro “fallo decretato a loro favore”. L’azione più rimarchevole di tutto l’incontro ha per protagonista lo studente di medicina Giorgio Ballerini, che qualche anno dopo sarebbe diventato maestro di ginnastica all’Amsicora, e più dardi direttore dell’ospedale civile di Perugia. Ballerini, si legge nella cronaca, “dopo una corsa brillantissima, avendo sviato con la palla tutti i giocatori azzurri, la fece entrare dalla porta, vincendo l’unica partita per goal”. Aveva realizzato, insomma, l’unica rete su azione. Il calcio ha fatto così la sua comparsa ufficiale in Sardegna. I giudizi sono positivi sia da parte del pubblico che da parte della critica. “Questo gioco”, scrive in quegli stessi giorni “L’Avvenire di Sardegna”, “è da preferire a molti altri” e poi aggiunge “purtroppo dobbiamo registrare qualche braccio lussato, parecchie contusioni e qualche naso che chiama soccorso”. Molte altre cronache di incontri calcistici troveranno poi spazio nei giornali locali. Alcune singolari, altre non molto differenti da quelle attuali. Si potrà leggere in seguito, ne “L’Unione” a proposito dell’incontro tra gli universitari e i marinai del Minerva; “Battute vigorose, formidabili dei marinai e ordine sapiente degli studenti; continue cadute e rincorse spesso portanti ad una lotta corpo a corpo; la palla che spariva in un immane avviluppamento di torsi e di braccia, di gambe poderose e di fronti perlate dal sudore e dalla polvere”. Note di cronaca che fanno pensare più ad un incontro di rugby che di calcio.

 

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