|
PAGINA
PRINCIPALE
|
IL CENTRO |
|
Periodico di Antonio Mastinu |
|
MARZO
2003 - Pagina 2 |
RITORNA
AL SOMMARIO
ASSEMINI UGUALE A BAGHDAD?
E’ necessario uno scatto
d’orgoglio di tutti i cittadini liberi ed onesti per rendere la
propria città vivibile e a misura d’uomo

Nel mondo continuano a succedere guerre e
distruzioni e subito dopo in genere si scatenano le gare di
solidarietà, per iniziare la cosiddetta fase della
ricostruzione. Abbiamo avuto modo di notare il viso esterrefatto
dei giornalisti durante i reportage televisivi sulle zone
toccate da terremoti, alluvioni o colpite dagli implacabili
bombardamenti. Noi siamo del parere che se in tali reportage
molte immagini terrificanti venissero sostituite con alcune
della nostra città non se ne accorgerebbe nessuno. Vedere per
credere. Basta fare un giro all’interno del perimetro urbano per
rendersene conto.
Se un giornalista vuol descrivere con dovizia
di particolari l’effetto del bombardamento sul Centro di
Comunicazioni del Comando dell’esercito di Baghdad può
tranquillamente recarsi con armi, bagagli e cameraman al seguito
in Piazza Sacro Cuore, dietro la Chiesa della Beata Vergine del
Carmine. Gli ingredienti non mancano per fare un bel servizio
degno di un corrispondente di guerra. Gli impianti elettrici per
l’illuminazione, completamente distrutti, possono passare
tranquillamente per radar perfettamente centrati dalle bombe
intelligenti.
 |
 |
 |
| Foto n.1 |
Foto n.2 |
Foto n.3 |
Gli sconquassi nelle strade e nei marciapiedi
consistenti in buche e in scavi fatti e mai messi in pristino
stato da ditte elettriche possono tranquillamente essere
indicati come il risultato di massicci bombardamenti tesi a
interrompere le comunicazioni tra i vari comandi militari. Se
uno poi vuol dimostrare come sono stati impediti i rifornimenti
alla capitale in guerra può fare un salto a “su ponti nou”:
alcune bombe sempre intelligenti sganciate dai micidiali B52
americani hanno distrutto gli ambedue accessi, lasciando intatto
il resto. Se per caso qualcuno avesse dubbi della perfidia di
Saddam basta inquadrare con una zoomata ad hoc le polverine
della “ Laverìa Silius “ e i dubbi circa l’esistenza di antrace,
nonostante il divieto dell’ONU, si diraderanno come nebbia al
sole. Se poi si vuole scoprire come gli alleati siano riusciti a
neutralizzare l’aviazione irachena impedendo agli aerei di
Saddam di levarsi in volo basta fare una capatina in quella
strada larga, costruita a “Cuccurru macciorri” e sprofondata
subito dopo in più punti. Può essere sicuramente scambiata per
una pista di volo colpita dai terribili missili Cruise
provenienti dai sottomarini.
 |
 |
 |
 |
| Foto n.5 |
Foto n.4 |
Foto n.6 |
Foto n.7 |
Dulcis in fundo: le immagini poco
edificanti offerte dalla sporcizia sempre presente nel
cosiddetto anfiteatro distante pochi metri dal “Palazzo”
municipale potrebbe essere lasciata da Saddam e i suoi seguaci
prima di darsi a precipitosa fuga. E’ inutile nascondersi dietro
un dito. Assemini è purtroppo così. Una città terremotata senza
aver subìto il terremoto, bombardata senza essere stata colpita
dalle bombe. C’è comunque una differenza sostanziale tra
Assemini e le città colpite dalla guerra. La prima è stata
ridotta così dall’incapacità manifesta dei suoi amministratori,
le altre no. Per non dimenticare, a corredo di quanto scritto,
pubblichiamo alcune immagini. Riflettete, riflettete,
riflettete.
DIDASCALIE
1. Le uniche strisce pedonali quasi
invisibili rimaste nella centralissima Via Sardegna, in altri
punti della medesima sono letteralmente scomparse.
2.
Un’eloquente immagine della strada di cuccuru macciorri ossia la
pista di volo di Saddam.
3. Un’altra immagine della pista di Saddam.
4. Una panoramica parziale della pista di Saddam.
5. “Su
ponti nou” da anni chiuso dopo l’alluvione del ‘99 per
l’insipienza di chi non ha saputo giovarsi delle legittime
procedure dell’emergenza per ottenere i relativi fondi e
procedere immediatamente al suo ripristino. Chi deve recarsi
nella zona industriale si affitti un elicottero dal momento che
è chiusa per gli stessi motivi anche la strada che collega la
S.S. 130 con Macchiareddu.
6. L’immagine giornaliera del cosiddetto
“Anfiteatro” vicino al Palazzo Municipale.
7. Uno dei tanti marciapiedi sconquassati
di Assemini. Questa immagine si riferisce a un marciapiede di
Via Sardegna presso la chiesa B. V. del Carmine.
RITORNA
AL SOMMARIO
PAGINA
PRINCIPALE |