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Periodico di Antonio Mastinu |
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MARZO
2003 - Pagina 3 |
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AIDS
Quanto dobbiamo preoccuparci?
Nonostante i buoni ed incoraggianti
progressi della ricerca scientifica, la soluzione definitiva,
che si dovrebbe tradurre nella messa a punto di un vaccino atto
ad immunizzare tutti i soggetti sani,sembra essere un’ipotesi
ancora lontana al punto che non possiamo permetterci in alcun
modo di abbassare la guardia. I dati epidemiologici nazionali
evidenziano un calo delle diagnosi di AIDS nei soggetti a
rischio (tossicodipendenti, omosessuali, prostitute), purtroppo,
con la stessa evidenza scientifica dobbiamo riconoscere una
condizione al quanto allarmante che ci mostra un aumento
dell’AIDS negli eterosessuali, intendendo le persone che per
convenienza logistica definiamo soggetti non a rischio
certo.(gente comune). L’interpretazione del fenomeno va discussa
nel contesto delle tematiche sociali in quanto è sostanzialmente
rappresentato un sistema informativo discutibile che,
probabilmente, non esprime la giusta valenza nel raggiungimento
di una consapevolezza comportamentale. E’ spaventoso come molti
giovani, di vario grado di istruzione, interpretino in modo
errato le informazioni riguardanti il rischio di trasmissione
del virus HIV nelle pratiche sessuali; se escludessimo
l’intenzionalità troveremmo la seconda condizione per lo più
determinata da forti equivoci o semplicemente dall’incoscienza
che per pochi attimi, a volte fatali, prevale sulla ragione.
L’AIDS può essere sconfitta con la semplice arma della
prevenzione continuativa e con l’attivazione di strumenti
necessari alla realizzazione di solidi piani di educazione
sanitaria coadiuvati da una volontà politica che sappia
interagire, impegnando mezzi, strategie e risorse per il
controllo e la verifica del fenomeno sul territorio. Giunge
comunque puntuale un messaggio umano, rivolto a tutti :
“IL NEMICO E’ IL VIRUS NON L’UOMO CHE LO
OSPITA”
Claudio Pirarba
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